Europee, la scelta dell’imbarazzo

30 aprile 2009
Mario Sossi, candidato per Forza Nuova

Mario Sossi, candidato per Forza Nuova

Terminate le indiscrezioni, le liste dei candidati per le elezioni europee del prossimo giugno hanno da ieri il crisma dell’ufficialità.

Destra

Gli ultimi a comunicare i nomi erano anche i più attesi: i tre “coordinatori” (novella razza di cani da compagnia) del PdL Bondi, La Russa e Verdini hanno tenuto in serata una conferenza stampa congiunta dopo le polemiche sulla ventilata presenza di diverse stelline d’avanspettacolo. Delle tanto acclamate veline solo una ha passato la scrematura: Barbara Matera, ex “letteronza” e indimenticabile interprete di fiction di qualità (Don Matteo 6, Carabinieri 7). Quanto la bocciatura delle altre aspiranti Miss Parlamento sia dovuta alla sfuriata della signora Lario, non è dato sapere. L’offuscato onore delle soubrette verrà comunque riscattato dalle già rodate Elisabetta Gardini e Iva Zanicchi.

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Moretti e il treno come mezzo d’élite

21 aprile 2009

mauro-moretti“Nel 2008 le Ferrovie hanno messo a segno un utile netto tra i 15 e i 20 milioni di euro”.
Lo ha detto stamani a Roma l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, aggiungendo che il margine operativo lordo dell’azienda – il reddito al lordo degli ammortamenti – è pari a un miliardo di euro.

Quello che “l’ex CGIL che licenzia anche i compagni” – come l’ha definito Il Giornale – ha dimenticato di dire, è che il prezzo del risanamento l’hanno pagato (e continuano a pagarlo) soprattutto gli utenti.

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Istruzioni per compilare il 730

16 aprile 2009

vauro-tasseDopo un anno di duro lavoro l’opera del governo in materia di evasione fiscale comincia a dare i suoi frutti: Bankitalia comunica che nel primo bimestre del 2009 le entrate tributarie sono diminuite del 7,2%, passando da 59.173 a 54.892 milioni di euro.
E rafforzando il nostro primato in Europa.

D’altronde da dove risparmiare i soldi per il prossimo ampliamento della villetta al mare?
L’imbeccata arriva giusto in tempo per regolarsi nel 730 prossimo venturo. Specie per quel 2% di fessi che nel 2007 ha dichiarato più di 70mila euro.

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Pubblicità, l’editoria con l’acqua alla gola

7 aprile 2009

web-adL’emorragia non si arresta: il fatturato pubblicitario dei mezzi di comunicazione continua a calare. A ritmi vertiginosi.
E la crisi degli organi d’informazione, perlomeno di quelli tradizionali, pare destinata ad aggravarsi sempre più.

Nielsen Media Research ha diffuso i primi dati relativi al 2009: tra il gennaio dell’anno in corso e lo stesso mese del 2008 gli investimenti pubblicitari sui media in Italia sono diminuiti del 18,7%, passando da 697 a 567 milioni di euro.

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A fogne aperte: un horror contemporaneo

26 marzo 2009

almiranteNel Dopoguerra si discuteva se il repubblichino Giorgio Almirante avesse legittimità a occupare un seggio in Parlamento.
Per altri quarant’anni è stato fuori discussione che il suo partito potesse approdare al governo; l’unica volta che ci hanno provato i camalli genovesi gli han fatto rapidamente cambiare idea.
Oggi può apparire pubblicamente in un video che lo dipinge come uno dei padri putativi del nuovo “partito degli italiani”.
Acclamato dai suoi eredi, ormai ampia maggioranza nel paese.
Omaggiato, senza alcuna vergogna, sulle prime pagine dei giornali.
Evidentemente il tempo non cancella solo la memoria, ma anche i lividi dei manganelli. E il sangue delle stragi.

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Yankee crisi blob: 5. Il gioco delle tre carte di Geithner

24 marzo 2009

geithnerLe Borse gradiscono, i Nobel attaccano. Sono contrastanti nel mondo economico le reazioni al piano Geithner di intervento sui mercati finanziari presentato ieri.

Obiettivo del Segretario del Tesoro di Obama resta quello di liberare i patrimoni delle banche dai titoli tossici, nella speranza che ciò reinneschi le dinamiche della concessione del credito, al momento totalmente bloccate.

A questo scopo, Geithner si appresta a lanciare una serie di aste sui titoli a rischio, che dovrebbero essere acquistati da nuovi fondi d’investimento appositamente creati.
Tali fondi saranno nominalmente costituiti su una partnership pubblico-privata: 50% al Tesoro, 50% a privati.

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Yankee crisi blob: 4. La valanga secondo Gaggi

13 marzo 2009

gaggi“Dal 4 settembre al 4 novembre è cambiato il mondo. Si è passati dal drill baby drill con cui alla convention repubblicana si inneggiava alle perforazioni dell’Alaska e delle coste americane all’elezione di Obama che ha segnato l’inizio di una nuova era di austerity in cui si dovranno rivedere i modelli di consumo”.
Massimo Gaggi, corrispondente dagli USA del Corriere della Sera, ha assistito da vicino alla “crisi genetica del capitalismo” e la racconta nel suo ultimo libro edito da Laterza La valanga. Dalla crisi americana alla recessione globale, presentato ieri alla Sala Buzzati della Fondazione Corriere.

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Yankee crisi blob: 3. NYT a picco, di chi la colpa?

3 marzo 2009

nyt-titanicNiente più dividendi per gli azionisti. Caduto il taboo della pubblicità in prima pagina. La nuova sede, il grattacielo di Renzo Piano, in vendita.
I segnali non mentono: il New York Times è in crisi nera.
A causa del calo di vendite e soprattutto del crollo della raccolta pubblicitaria, si è detto.
Invece dalle stesse pagine del quotidiano più prestigioso d’oltreoceano affiora un’altra spiegazione: la colpa è soprattutto dello stock buyback.

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Yankee crisi blob: 2. La rivincita del porcellino

3 marzo 2009

salvadanaioPer la prima volta dal 1995, il tasso di risparmio (savings rate) delle famiglie americane ha toccato il 5%.
Per un’economia fondata sul produci-consuma-crepa come quella a stelle e strisce, questo è considerato un dato allarmante e ha già avuto ricadute sull’andamento di Wall Street.
Ma che l’americano medio si “genovesizzi” un pochino, anziché continuare a comprare compulsivamente beni superflui a rate, non è necessariamente un male.

Yankee crisi blob: 1. Anche i ricchi piangono

3 marzo 2009

borse-a-piccoCol suo nuovo piano fiscale, Obama sembra voler mantenere le promesse di guerra ai privilegi: le accresciute imposizioni sui redditi di fascia alta dovrebbero assicurare nuove entrate per 350 miliardi di dollari in 9 anni.
Ma la misura che dà più fastidio alle lobbies è l’annunciata stangata sulle rendite finanziarie: la tassazione dei profitti (capital gains) derivanti da fondi speculativi (hedge funds) o plusvalenze da compravendita di titoli (private equity) salirà dall’attuale 15% fino al 39.6%.
Wall Street piange: buon segno, l’uomo dell’Illinois fa sul serio.