Nel Dopoguerra si discuteva se il repubblichino Giorgio Almirante avesse legittimità a occupare un seggio in Parlamento.
Per altri quarant’anni è stato fuori discussione che il suo partito potesse approdare al governo; l’unica volta che ci hanno provato i camalli genovesi gli han fatto rapidamente cambiare idea.
Oggi può apparire pubblicamente in un video che lo dipinge come uno dei padri putativi del nuovo “partito degli italiani”.
Acclamato dai suoi eredi, ormai ampia maggioranza nel paese.
Omaggiato, senza alcuna vergogna, sulle prime pagine dei giornali.
Evidentemente il tempo non cancella solo la memoria, ma anche i lividi dei manganelli. E il sangue delle stragi.
Archivio di marzo 2009
A fogne aperte: un horror contemporaneo
giovedì, 26 marzo 2009Yankee crisi blob: 5. Il gioco delle tre carte di Geithner
martedì, 24 marzo 2009
Le Borse gradiscono, i Nobel attaccano. Sono contrastanti nel mondo economico le reazioni al piano Geithner di intervento sui mercati finanziari presentato ieri.
Obiettivo del Segretario del Tesoro di Obama resta quello di liberare i patrimoni delle banche dai titoli tossici, nella speranza che ciò reinneschi le dinamiche della concessione del credito, al momento totalmente bloccate.
A questo scopo, Geithner si appresta a lanciare una serie di aste sui titoli a rischio, che dovrebbero essere acquistati da nuovi fondi d’investimento appositamente creati.
Tali fondi saranno nominalmente costituiti su una partnership pubblico-privata: 50% al Tesoro, 50% a privati.
Yankee crisi blob: 4. La valanga secondo Gaggi
venerdì, 13 marzo 2009
“Dal 4 settembre al 4 novembre è cambiato il mondo. Si è passati dal drill baby drill con cui alla convention repubblicana si inneggiava alle perforazioni dell’Alaska e delle coste americane all’elezione di Obama che ha segnato l’inizio di una nuova era di austerity in cui si dovranno rivedere i modelli di consumo”.
Massimo Gaggi, corrispondente dagli USA del Corriere della Sera, ha assistito da vicino alla “crisi genetica del capitalismo” e la racconta nel suo ultimo libro edito da Laterza La valanga. Dalla crisi americana alla recessione globale, presentato ieri alla Sala Buzzati della Fondazione Corriere.
Yankee crisi blob: 3. NYT a picco, di chi la colpa?
martedì, 3 marzo 2009
Niente più dividendi per gli azionisti. Caduto il taboo della pubblicità in prima pagina. La nuova sede, il grattacielo di Renzo Piano, in vendita.
I segnali non mentono: il New York Times è in crisi nera.
A causa del calo di vendite e soprattutto del crollo della raccolta pubblicitaria, si è detto.
Invece dalle stesse pagine del quotidiano più prestigioso d’oltreoceano affiora un’altra spiegazione: la colpa è soprattutto dello stock buyback.
Yankee crisi blob: 2. La rivincita del porcellino
martedì, 3 marzo 2009
Per la prima volta dal 1995, il tasso di risparmio (savings rate) delle famiglie americane ha toccato il 5%.
Per un’economia fondata sul produci-consuma-crepa come quella a stelle e strisce, questo è considerato un dato allarmante e ha già avuto ricadute sull’andamento di Wall Street.
Ma che l’americano medio si “genovesizzi” un pochino, anziché continuare a comprare compulsivamente beni superflui a rate, non è necessariamente un male.
Yankee crisi blob: 1. Anche i ricchi piangono
martedì, 3 marzo 2009
Col suo nuovo piano fiscale, Obama sembra voler mantenere le promesse di guerra ai privilegi: le accresciute imposizioni sui redditi di fascia alta dovrebbero assicurare nuove entrate per 350 miliardi di dollari in 9 anni.
Ma la misura che dà più fastidio alle lobbies è l’annunciata stangata sulle rendite finanziarie: la tassazione dei profitti (capital gains) derivanti da fondi speculativi (hedge funds) o plusvalenze da compravendita di titoli (private equity) salirà dall’attuale 15% fino al 39.6%.
Wall Street piange: buon segno, l’uomo dell’Illinois fa sul serio.