Altro che rifondare, san solo picconare

scissioneLa gente li abbandona, ma loro imperterriti continuano a litigarsi l’orticello.
Così la scissione tra le fila di Rifondazione Comunista è ormai a un passo.

Lo conferma oggi su Repubblica l’ex segretario Franco Giordano, esponente di Rifondazione per la Sinistra, la corrente “vendoliana” sconfitta la scorsa estate al congresso di Chianciano dai duri e puri di Paolo Ferrero.
Giordano attacca duramente l’attuale direzione del Prc – “un partito che purtroppo ha nostalgia del Muro di Berlino” – e dice per la prima volta a chiare lettere ciò che si sapeva da tempo: se alle prossime elezioni europee non verrà costituita una lista unitaria della sinistra, l’addio sarà inevitabile.

Ai contrasti sulla linea politica si aggiunge la tragicomica querelle su Liberazione, l’organo ufficiale del partito, in grave crisi finanziaria e di lettori.
Ferrero vuole cedere la testata all’editore di Left Luca Bonaccorsi e al suo mentore, lo psicoterapeuta Massimo Fagioli, rimuovere l’attuale direttore Piero Sansonetti (potrebbe accadere lunedì) e imporre una diarchia al vertice del quotidiano: un direttore responsabile per la parte giornalistica e uno editoriale, alle dirette dipendenze della segreteria, per quella politica. Posto quest’ultimo offerto a Dino Greco, ex segretario della Camera del Lavoro di Brescia.
Vendola, dal canto suo, dopo aver definito Fagioli un “guru melmoso e volgare” e Rifondazione “una casa di spettri”, sta cercando di sostenere il giornale di Sansonetti, cui potrebbe venire in aiuto un consorzio di cooperative guidato da Luciano Ummarino, ideatore della nuova rivista Loop.

A sei mesi dall’appuntamento elettorale, si profila insomma uno scenario di completa disgregazione: da un lato Vendola e i suoi che si staccano per cercare di raccogliere i cocci della Sinistra Arcobaleno assieme a Sinistra Democratica e (forse) ai Verdi.
Dall’altro, una Rifondazione monca che contenderà i voti dei nostalgici agli altri partitini di Diliberto e Ferrando.

E Fausto Bertinotti, colui che aveva accarezzato il sogno di unire tutta la sinistra? Disconosce Fagioli ma evita di schierarsi, e probabilmente soffre in silenzio.

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2 Commenti a “Altro che rifondare, san solo picconare”

  1. loziofabio scrive:

    bellissimi soprattutto i commenti di Fagioli su Vendola che “libero di andare a letto anche con un termosifone, ma di non poter essere, al tempo stesso, gay, cattolico praticante e comunista” e ritiene sia suo dovere di psichiatra curarlo…veramente uno scoppiato.
    …effettivamente però, sul cattolico praticante si potrebbe essere d’accordo…

  2. Fab scrive:

    Quindi adesso i partiti comunisti quanti sono?4, 5 o 6? Uno per ogni elettore? il prossimo motto potrebbe essere: «sii tu stesso il tuo partito comunista!»

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