Fine dell’epoca a quattro ruote o crisi pesante ma reversibile?
Presto per dirlo, certo è che il mercato dell’auto continua la sua picchiata.
L’Istat ha diffuso stamani i dati sulla produzione industriale nel nostro Paese: a dicembre -12,2% rispetto allo stesso mese del 2007.
Considerando l’intera annata, nel 2008 il calo è stato del 4,3% rispetto al 2007.
Cifre da piena recessione, che si ingigantiscono nel settore automobilistico: -48,9% a dicembre, -18,6% nell’anno.
Un crollo nella produzione che corrisponde a quello delle immatricolazioni: i dati ufficiali Acea usciranno il 13 febbraio, ma l’agenzia J.D. Power stima per gennaio un calo del 33% in Italia.
Se Marchionne trema, altrove gli tengono compagnia.
In Francia il presidente esecutivo di Peugeot Citroen Christian Streiff ha parlato di “prospettive spaventose” e “catastrofe mondiale” in quanto “il mercato brasiliano, quello cinese e quello russo si sono fermati esattamente come quello europeo”. Dichiarazioni ancor più allarmanti perché rilasciate poche ore dopo la notizia del maxi-prestito di 6 miliardi di euro (da dividere con Renault) concesso dal governo Sarkozy.
In Giappone Nissan ha appena annunciato il taglio di 20mila posti di lavoro, mentre dagli USA rimbalzano voci di una possibile bancarotta pilotata dal governo per General Motors e Chrysler, in un mercato che non è più il primo al mondo, superato da quello cinese. Ma persino a Pechino non si dormono sonni tranquilli: diversi piccoli produttori sono in crisi e il governo ha varato incentivi pubblici di sostegno al settore.
Difficile che dopo una simile burrasca tutto torni come prima.
Resta da vedere se si sarà capaci di imporre a livello globale una nuova idea di mobilità sostenibile.
Per adesso a pagare, tanto per cambiare, restano soprattutto i lavoratori. Ma è il prezzo per poterne riguadagnare tutti in umanità e salute.
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Gianniii! L’ottimismo è il profumo della vita!
lo vuoi l intervento integrale di paolo rocca davanti ai dirigenti delle acciaierie tenaris riguardo la crisi?
è abbastanza sconvolgente ma fa decine di pagine e mi serve la tua mail, brutto cristone!!!!
l hai poi letto il gaxotte?
La mobilità sostenibile non va contro i lavoratori ma contro i produttori. Fino a quando continueremo a ritenere un’eresia la redistribuzione del reddito le cose non cambieranno. È il sistema che è marcio dentro.
Visto che: il sistema economico mondiale è marcio fino all’osso, costruiamo automobili con motori - ideati 150 anni fa - che dissipano il 70% dell’energia che utilizzano, continuiamo a bruciare le fonti fossili per produrre energia termica nonostante il Sole, il minimo che ci si poteva aspettare era una crisi nel settore automobilistico.