Archivi per la categoria ‘lumicini’

Pubblicità, l’editoria con l’acqua alla gola

martedì, 7 aprile 2009

web-adL’emorragia non si arresta: il fatturato pubblicitario dei mezzi di comunicazione continua a calare. A ritmi vertiginosi.
E la crisi degli organi d’informazione, perlomeno di quelli tradizionali, pare destinata ad aggravarsi sempre più.

Nielsen Media Research ha diffuso i primi dati relativi al 2009: tra il gennaio dell’anno in corso e lo stesso mese del 2008 gli investimenti pubblicitari sui media in Italia sono diminuiti del 18,7%, passando da 697 a 567 milioni di euro.

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Yankee crisi blob: 2. La rivincita del porcellino

martedì, 3 marzo 2009

salvadanaioPer la prima volta dal 1995, il tasso di risparmio (savings rate) delle famiglie americane ha toccato il 5%.
Per un’economia fondata sul produci-consuma-crepa come quella a stelle e strisce, questo è considerato un dato allarmante e ha già avuto ricadute sull’andamento di Wall Street.
Ma che l’americano medio si “genovesizzi” un pochino, anziché continuare a comprare compulsivamente beni superflui a rate, non è necessariamente un male.

Yankee crisi blob: 1. Anche i ricchi piangono

martedì, 3 marzo 2009

borse-a-piccoCol suo nuovo piano fiscale, Obama sembra voler mantenere le promesse di guerra ai privilegi: le accresciute imposizioni sui redditi di fascia alta dovrebbero assicurare nuove entrate per 350 miliardi di dollari in 9 anni.
Ma la misura che dà più fastidio alle lobbies è l’annunciata stangata sulle rendite finanziarie: la tassazione dei profitti (capital gains) derivanti da fondi speculativi (hedge funds) o plusvalenze da compravendita di titoli (private equity) salirà dall’attuale 15% fino al 39.6%.
Wall Street piange: buon segno, l’uomo dell’Illinois fa sul serio.

Da Barenboim a lezione di musica e tolleranza

martedì, 17 febbraio 2009

west-eastern-divan“Uno: non esiste una soluzione militare al conflitto israelo-palestinese.
Due: i destini del popolo israeliano e palestinese sono indissolubilmente legati e la terra che alcuni chiamano Grande Israele e altri Palestina è una terra per due popoli”.

Questo – nelle parole del direttore Daniel Barenboim – il manifesto politico della West-Eastern Divan, l’ “orchestra umanitaria” che raggruppa giovani musicisti provenienti tanto da Israele quanto da diversi Paesi arabi, dalla Siria all’Egitto, dalla Giordania al Libano alla Palestina.

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Auto, lacrime oggi per respirare domani

martedì, 10 febbraio 2009

rottameFine dell’epoca a quattro ruote o crisi pesante ma reversibile?
Presto per dirlo, certo è che il mercato dell’auto continua la sua picchiata.

L’Istat ha diffuso stamani i dati sulla produzione industriale nel nostro Paese: a dicembre -12,2% rispetto allo stesso mese del 2007.
Considerando l’intera annata, nel 2008 il calo è stato del 4,3% rispetto al 2007.
Cifre da piena recessione, che si ingigantiscono nel settore automobilistico: -48,9% a dicembre, -18,6% nell’anno.
Un crollo nella produzione che corrisponde a quello delle immatricolazioni: i dati ufficiali Acea usciranno il 13 febbraio, ma l’agenzia J.D. Power stima per gennaio un calo del 33% in Italia.

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Arriva la decrescita. Finalmente

venerdì, 16 gennaio 2009

Nel 2009 ci aspettano lacrime e sangue. Adesso che a dirlo è Mario Draghi e non Beppe Grillo forse la gente comincerà a preoccuparsi sul serio.
Meno 2% sul Pil: questa la previsione contenuta nel Bollettino di Bankitalia diffuso ieri. Altre stime di Palazzo Koch: meno 5% sulle esportazioni, crescita zero nei consumi, mercato del credito che stenterà a sbloccarsi.
All’origine di un quadro tanto fosco sia la congiuntura internazionale che le debolezze endemiche del nostro sistema, prima tra tutte il debito pubblico. Il rapporto deficit-Pil, già il più alto tra i paesi del G8, salirà di due ulteriori punti superando il 106%.
A rassicurare i teleconsumatori arriverà presto il sorriso del Prestigiatore, sprizzante ottimismo. Ma a noi disfattisti, sciagurati seguaci della teoria della decrescita di Serge Latouche, i numeri di Draghi il buonumore ce l’hanno infuso per davvero.

Un’Europa secolarizzata chiede pace e diritti umani

giovedì, 18 dicembre 2008

papa_razziL’Unione Europea dovrebbe fondarsi su diritti umani, pace e democrazia, mentre il ruolo della religione è ormai trascurabile.

Questo il responso del nuovo Eurobarometro, l’indagine condotta periodicamente per conto della Commissione Europea tra le popolazioni degli Stati aderenti all’UE.

Le rilevazioni sono state effettuate tra il marzo e il maggio scorsi su un campione di cittadini di età superiore ai 15 anni residenti nei 27 Paesi dell’Unione. Agli intervistati è stato sottoposto un questionario attraverso cui scegliere i tre valori preminenti nella propria sfera personale e i tre più rappresentativi delle istituzioni europee.
Dodici le opzioni a disposizione: ruolo della legge, rispetto della vita umana, diritti umani, libertà individuale, democrazia, pace, uguaglianza, solidarietà, tolleranza, religione, autorealizzazione e rispetto delle altre culture.

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“Così ho capito che Obama avrebbe vinto”

mercoledì, 17 dicembre 2008

clerico_obamaPhiladelphia, 18 marzo 2008: Barack Hussein Obama pronuncia il suo primo e unico discorso sul razzismo.
Ricorda alla folla e a tutto il Paese che “l’America si fonda su un’idea grandiosa, quella che tutti gli uomini sono uguali”. Così pensavano coloro che firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza.
Oggi, oltre due secoli dopo, Obama può autodefinirsi “la prova vivente” che quei padri della patria avevano ragione.
E può dirlo non in quanto nero, ma in quanto americano.

“Ascoltando quel discorso - degno dei più grandi, da Lincoln a Kennedy a Luther King - ho capito che Obama avrebbe vinto”.
Luciano Clerico, corrispondente Ansa da Washington, comincia quel giorno la sua scommessa: scrivere la cronaca di otto mesi di corsa elettorale dando già un nome al futuro Presidente.
Nasce così Barack Obama. Come e perchè l’America ha scelto un nero alla Casa Bianca, ed. Dedalo, presentato ieri all’Università Statale dall’autore.

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Giuliana Sgrena torna in Iraq. Per tutti noi

giovedì, 4 dicembre 2008

L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Ma la vittima di solito no.
Invece c’è una giornalista - intrepida o un po’ folle, dipende dai punti di vista - che ha deciso di rivarcare i confini del proprio incubo personale per continuare a fare il suo mestiere sul campo, secondo coscienza.

Giuliana Sgrena è di nuovo in Iraq.
Meno di quattro anni dopo essere stata sequestrata, il 4 febbraio 2005, da un commando dell’Organizzazione della Jihad Islamica, che l’avrebbe tenuta in cattività per un mese.
Si era ancora nella fase in cui i gruppi armati della resistenza irachena prediligevano i rapimenti di giornalisti stranieri, puntando a ottenere visibilità sui media occidentali o, più banalmente, riscatti più ricchi.
Tra l’aprile 2004 e il marzo 2005 in Iraq sono stati rapiti 40 reporter stranieri, di cui 6 purtroppo mai liberati, tra cui Enzo Baldoni*.

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Geithner al Tesoro nel puzzle di Obama

martedì, 25 novembre 2008

Un mix di decisionismo e sangue freddo.
Quello che serviva, e di cui ha dato prova negli ultimi frenetici mesi.
Timothy F. Geithner, capo della Federal Reserve Bank di New York, sarà presto il nuovo Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, uno dei posti chiave del futuro Gabinetto di Obama.
L’uomo cui toccherà il compito di traghettare gli USA fuori dalla crisi finanziaria, o almeno di provarci, ha solo 47 anni ma una solida esperienza governativa. Nell’ultimo anno ha di fatto svolto il ruolo di anello di congiunzione tra Washington e Wall Street, tra il suo predecessore al Tesoro Paulson e il governatore della Federal Reserve Bernanke, tra le istanze della politica e quelle del mondo finanziario. Si è già trovato a gestire decisioni controverse, dal fallimento di Lehman Bros. ai salvataggi di Bear Stearns, AIG e Citigroup.
Niente confronto a ciò che lo aspetta.