“Così ho capito che Obama avrebbe vinto”

clerico_obamaPhiladelphia, 18 marzo 2008: Barack Hussein Obama pronuncia il suo primo e unico discorso sul razzismo.
Ricorda alla folla e a tutto il Paese che “l’America si fonda su un’idea grandiosa, quella che tutti gli uomini sono uguali”. Così pensavano coloro che firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza.
Oggi, oltre due secoli dopo, Obama può autodefinirsi “la prova vivente” che quei padri della patria avevano ragione.
E può dirlo non in quanto nero, ma in quanto americano.

“Ascoltando quel discorso – degno dei più grandi, da Lincoln a Kennedy a Luther King – ho capito che Obama avrebbe vinto”.
Luciano Clerico, corrispondente Ansa da Washington, comincia quel giorno la sua scommessa: scrivere la cronaca di otto mesi di corsa elettorale dando già un nome al futuro Presidente.
Nasce così Barack Obama. Come e perchè l’America ha scelto un nero alla Casa Bianca, ed. Dedalo, presentato ieri all’Università Statale dall’autore.

Sei i nodi che Clerico individua come ragioni della vittoria:
a) il talento personale di Obama, comunicatore e politico d’intelligenza superiore;
b) la crisi economica, di cui George W. Bush e il liberismo repubblicano sono considerati i principali responsabili;
c) la guerra in Iraq, ormai largamente impopolare: dopo 5 anni oltre un milione di famiglie americane hanno dovuto sopportare un componente al fronte;
d) la debolezza repubblicana, incarnata da un candidato ultrasettantenne, mentre “gli Stati Uniti da sempre guardano al futuro più che al passato”;
e) l’incredibile organizzazione della campagna di Obama, capace di raccogliere una somma enorme attraverso il web, puntando sulla comunicazione diretta agli elettori;
f)  la razza, che da grande incognita si è trasformata in elemento di forza, rendendo possibile “una favola spudoratamente americana”.

Una favola vincente. Come la scommessa di Clerico.

Condividi
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Wikio IT

Tag: , , ,

Lascia un Commento