Da El Pais sull’etica una lezione “de estilo”

Si è tenuto stamani nella Sala Lauree di Scienze Politiche il convegno su “Etica e Comunicazione” organizzato dall’Università Statale. Tra i relatori stranieri anche Miguel Mora, corrispondente dall’Italia de El Pais.

Avete in Spagna un ordine dei giornalisti che fornisce un codice di comportamento?
C’è una federazione delle associazioni professionali dei giornalisti (FAPE) che tra i suoi compiti ha quello di stabilire un codice deontologico.

E può prendere provvedimenti disciplinari?
Sì, può ritirare la tessera professionale, ma di solito non avviene. Si occupa più che altro delle assicurazioni sanitarie e pensionistiche. A vigilare sulla correttezza dei giornalisti sono gli stessi media coi propri regolamenti interni. Poi in caso di denunce interviene la magistratura. Questo accade soprattutto con le testate scandalistiche che si occupano di gossip e riportano pettegolezzi più che fare informazione. Da noi hanno vissuto un vero boom e prodotto un effetto letale sull’immagine del giornalismo spagnolo.

Chi sono gli azionisti di maggioranza de El Pais e quanta pressione esercitano sulla redazione?
L’azionista principale è la famiglia Polanco che ha fondato il giornale nel 1976 assieme al primo direttore Juan Luis Cebriàn. Come editori si sono ispirati a un modello anglosassone, per nulla interventista sui contenuti del giornale. L’unica loro esigenza è che il giornale produca utili, perché hanno molto chiaro che è la condizione essenziale per rimanere indipendenti.

Quindi in Spagna non succede che un politico telefoni all’editore per chiedere il cambiamento del direttore?
Certo che succede, ma con la sua politica editoriale El Pais ha cambiato appena quattro direttori in 32 anni.

Potete accettare viaggi-stampa pagati?
Dipende dalle circostanze. A El Pais abbiamo un Libro de Estilo, una guida per la scrittura efficace degli articoli che in appendice riporta anche un codice di comportamento. Bene, secondo il Libro de Estilo la condizione per accettare un viaggio-stampa pagato è che lo si dichiari nel relativo servizio.

C’è separazione tra la redazione e l’ufficio commerciale che raccoglie la pubblicità?
Assolutamente. Noi giornalisti non abbiamo idea di che tipo di pubblicità comparirà in pagina.

Ascolta altre considerazioni di Miguel Mora sui media spagnoli:

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