“Se il tuo nome è Luigi o Alfonso non fare richiesta di lavoro qui”.
Così recita uno dei cartelli sventolati dai lavoratori della Lindsay Oil di Grimsby – Nord Est (sarà un caso?) dell’Inghilterra – al settimo giorno di sciopero contro gli its, gli italiani arrivati a scippare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà.
Le proteste sono cominciate quando un appalto da 220 milioni di euro per la costruzione di un impianto di desolforazione (procedimento utile a ripulire il petrolio dai residui di zolfo) è stato vinto dalla siracusana Irem, che per rispettare la commessa ha importato nel Lincolnshire, assieme agli impianti, 300 tecnici italiani e portoghesi.
Che ora vivono assediati in una chiatta di tre piani con la polizia a proteggerli dalla rabbia dei british workers.
Mentre in tema d’immigrazione infuria la polemica sulla tassa per il permesso di soggiorno, un provvedimento ben più pesante sta passando quasi sotto silenzio: il Senato ha approvato ieri l’articolo 19 del ddl sulla sicurezza con cui si istituisce il reato di immigrazione clandestina.